{"id":21757,"date":"2018-09-27T13:35:43","date_gmt":"2018-09-27T11:35:43","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/?p=21757"},"modified":"2018-09-27T19:10:30","modified_gmt":"2018-09-27T17:10:30","slug":"stato-mafia-di-matteo-berlusconi-anche-da-premier-continuo-a-pagare-cosa-nostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/2018\/09\/27\/stato-mafia-di-matteo-berlusconi-anche-da-premier-continuo-a-pagare-cosa-nostra\/","title":{"rendered":"Stato-mafia, Di Matteo: \u201cBerlusconi anche da Premier continu\u00f2 a pagare Cosa Nostra\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-21758 alignright\" src=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-48x27.jpg 48w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-280x158.jpg 280w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2-650x366.jpg 650w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-2.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stato-mafia, Di Matteo: \u201cBerlusconi anche da Premier continu\u00f2 a pagare Cosa Nostra\u201d<br \/>\n<\/strong><em>Il Pm del processo sulla &#8216;trattativa&#8217; al Tg2000: \u201cIntermediazione di Dell&#8217;Utri con messaggi della mafia a Berlusconi proseguita anche dopo il 1992\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Roma, 27 settembre 2018. \u201cSi ritiene da parte dei giudici che Silvio Berlusconi continu\u00f2 a pagare ingenti somme di denaro a Cosa Nostra palermitana anche dopo essere diventato Presidente del Consiglio\u201d. Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, storico magistrato del pool che ha istruito il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in un\u2019intervista realizzata da Paolo Borrometi per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000 presentando il suo libro \u2018Il Patto sporco\u2019 scritto con il giornalista Saverio Lodato.<br \/>\n\u201cRisultano annotati in un libro mastro della mafia palermitana \u2013 ha aggiunto Di Matteo &#8211; movimenti di denaro e ricezione di una somma montante a centinaia di milioni da parte del gruppo imprenditoriale legato a Berlusconi anche dopo che Silvio Berlusconi aveva assunto la carica di Presidente del Consiglio. Un Presidente del Consiglio, se questo \u00e8 vero, il capo di un governo della nostra Repubblica pagava Cosa Nostra\u201d.<br \/>\n\u201cNonostante un gravissimo silenzio e una gravissima ignoranza indotta nell&#8217;opinione pubblica, sull&#8217;argomento \u2013 ha raccontato Di Matteo &#8211; noi magistrati avevamo gi\u00e0 una sentenza che aveva condannato definitivamente il senatore Dell&#8217; Utri per concorso in associazione mafiosa. Questa stabiliva e statuiva che l\u2019allora imprenditore Silvio Berlusconi nel 1974 con l&#8217;intermediazione di Marcello Dell&#8217; Utri avesse stipulato un patto con esponenti apicali, esponenti di vertice della Cosa Nostra palermitana. Patto di reciproca protezione e sostegno. E che quel patto era stato rispettato dal 1974 almeno fino al 1992&#8243;.<br \/>\n&#8220;Ma questa sentenza di primo grado sulla trattativa Stato-mafia &#8211; ha sottolineato Di Matteo &#8211;\u00a0va oltre. \u00c8 stato dimostrato che l&#8217;intermediazione di Dell&#8217; Utri \u00e8 proseguita\u00a0attraverso la trasmissione di messaggi e richieste di Cosa Nostra a Silvio Berlusconi anche dopo il 1992. Soprattutto dopo che Silvio Berlusconi a seguito delle elezioni del marzo 1994 divenne Presidente del Consiglio. Quindi per la prima volta questa sentenza chiama in ballo Silvio Berlusconi non pi\u00f9 come semplice imprenditore ma come uomo politico addirittura come Presidente del Consiglio. Questo \u00e8 un passaggio che pochi hanno sottolineato che pu\u00f2 essere incidentale ma \u00e8 assolutamente indicativo della gravit\u00e0 del comportamento di Silvio Berlusconi che i giudici ritengono accertato, \u00e8 un passaggio apparentemente slegato all\u2019 imputazione mossa a Dell&#8217;Utri in questo processo ma molto significativo\u201d.<\/p>\n<div class=\"fluid-embed-container\"><iframe title=\"TG-Post. &quot;Il patto sporco&quot;, Paolo Borrometi intervista il Pm Nino Di Matteo\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/y4oz2YLnCrw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-21759 alignleft\" src=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-300x169.jpg 300w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-768x432.jpg 768w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-48x27.jpg 48w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-280x158.jpg 280w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3-650x366.jpg 650w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Nino-Di-Matteo-e-Paolo-Borrometi-3.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Stato-mafia, Di Matteo: \u201cSospetti Borsellino annotati su agenda rossa fatta sparire da uomini Stato\u201d<br \/>\n<\/strong><em>Il Pm del processo sulla &#8216;trattativa&#8217; al Tg2000: \u201cVolevano nascondere elementi importanti per la ricostruzione del movente dell&#8217;uccisione del giudice\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u201cBorsellino probabilmente aveva, se non saputo, cominciato ad intuire qualcosa sull&#8217; esistenza della trattativa. \u00c8 assolutamente plausibile che qualcuno avesse da temere che Borsellino avesse annotato quei suoi sospetti nell&#8217;agenda rossa che portava sempre con s\u00e9\u201d. Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, storico magistrato del pool che ha istruito il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in un\u2019intervista realizzata da Paolo Borrometi per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000 presentando il suo libro \u2018Il Patto sporco\u2019 scritto con il giornalista Saverio Lodato.<br \/>\n\u201c\u00c8 molto importante \u2013 ha sottolineato Di Matteo &#8211; quello che \u00e8 stato scritto a proposito dell&#8217;effetto che la trattativa pu\u00f2 avere giocato sull\u2019 accelerazione improvvisa dell\u2019 intenzione di uccidere il dottor Borsellino. \u00c8 assolutamente plausibile, questo lo aggiungo io ma lo aggiungo sulla base di elementi di fatto e processuali di particolare consistenza, che l&#8217;agenda rossa sia stata fatta sparire proprio per evitare che quei sospetti, potessero dopo l&#8217;uccisione di Paolo Borsellino, trovare una conferma documentale in quell\u2019agenda\u201d.<br \/>\n\u201cE certamente &#8211; ha proseguito Di Matteo -, penso che lo possiamo affermare secondo un criterio di buon senso e logica ed esperienze di chi da molti anni si occupa di processi di mafia, l&#8217;agenda rossa non pu\u00f2 essere stata fatta sparire dai mafiosi che hanno partecipato alla strage ma con ogni probabilit\u00e0 da uomini di uno Stato deviato che gi\u00e0 in quel momento hanno voluto nascondere elementi importanti per la ricostruzione del movente dell&#8217;uccisione del giudice e degli agenti della scorta\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-21760 alignright\" src=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-300x169.jpg 300w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-768x432.jpg 768w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-48x27.jpg 48w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-280x158.jpg 280w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo-650x366.jpg 650w, https:\/\/staging.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2018\/09\/Pm-Nino-Di-Matteo.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Papa, Di Matteo: \u201cCristiani e mafiosi sono incompatibili. Basta alibi\u201d<br \/>\n<\/strong><em>Il Pm del processo sulla trattativa Stato-mafia al Tg2000: \u201cParole importanti che mi hanno dato ulteriore speranza e conforto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u201cNessuno pu\u00f2 avere dopo le parole di Papa Francesco a Palermo l&#8217;alibi di pensare che l&#8217;essere mafioso e l&#8217;essere cristiano siano concetti compatibili\u201d. Lo ha detto il sostituto procuratore nazionale antimafia, Nino Di Matteo, storico magistrato del pool che ha istruito il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in un\u2019intervista realizzata da Paolo Borrometi per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000 presentando il suo libro \u2018Il Patto sporco\u2019 scritto con il giornalista Saverio Lodato.<br \/>\n\u201cLe parole di Papa Francesco \u2013 ha aggiunto Di Matteo &#8211; da siciliano, italiano, cittadino, magistrato e da cristiano mi hanno suscitato una grande speranza e un ulteriore conforto. Sono state parole importanti pronunciate con toni diversi rispetto alla famosa invettiva di Giovanni Paolo II alla Valle dei Templi nel 1993 ma pronunciate nella sostanza con altrettanta fermezza\u201d.<br \/>\n\u201cHo apprezzato moltissimo \u2013 ha proseguito Di Matteo &#8211; come la maggior parte dei fedeli quelle parole. Ho una speranza e un sogno che quelle parole, quelle prese di posizioni cos\u00ec nette, forti, e belle di Papa Francesco diventino quotidianamente sul territorio soprattutto nel territorio della nostra Sicilia parole, azioni e prese di posizioni quotidiane di tutti: dei vescovi, dei sacerdoti e di tutti i cristiani. Non devono rimanere parole pronunciate il 15 settembre in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Padre Pino Puglisi, devono rimanere un faro che spero possa guidare l&#8217;azione quotidiana di tutti i cristiani e non solo. Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 contrario al messaggio cristiano dell\u2019 essere mafioso, di avere una mentalit\u00e0 mafiosa, di avere una mentalit\u00e0 che accetti la mafia, la corruzione e il malaffare come un male necessario\u201d.<\/p>\n<p>Intervista integrale e trascrizione:<\/p>\n<div class=\"fluid-embed-container\"><iframe title=\"&quot;Il patto sporco&quot;, Paolo Borrometi intervista il Pm Nino Di Matteo (INTEGRALE)\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6WeWn2DqMpU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>\u201cDal 20 aprile del 2018 abbiamo una sentenza di primo grado che certifica che la trattativa ci fu e che uomini dello Stato si resero complici dei vertici di Cosa Nostra nel ricatto nei confronti di quattro diversi governi della Repubblica. Per la giustizia ci sono voluti 25 anni per affermare con una sentenza pronunciata in nome del popolo italiano quello che era accaduto ma mi chiedo, e con Saverio Lodato ci siamo chiesti in questo libro con una certa amarezza, se quanto oggi consacrato in una sentenza dei giudici non era conosciuto ben prima da soggetti, ambienti della politica e delle istituzioni che invece di denunciare quello che era accaduto o quello che stava allora accadendo hanno preferito tacere, hanno preferito nascondere, hanno addirittura preferito cercare di cancellare le prove di quel terribile connubio. Ecco perch\u00e9 oggi possiamo essere soddisfatti del risultato a cui \u00e8 arrivata la magistratura ma non cancella questa soddisfazione l&#8217;amarezza della reticenza, oserei dire dell\u2019 omert\u00e0 istituzionale che ha caratterizzato ampi settori della politica e delle istituzioni rispetto a un tema cos\u00ec delicato e cos\u00ec strettamente intersecato con quello delle stragi che hanno insanguinato la Sicilia e l&#8217;Italia intera tra il \u201892 e il \u201893\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi siamo scontrati con difficolt\u00e0 di ogni tipo, non quelle naturalmente connesse alle indagini che colpiscono anche settori delle istituzioni quelle difficolt\u00e0 ce le potevamo aspettare, ci siamo scontrati con una diffusa omert\u00e0 istituzionale e con una resistenza anche delle parti sane del Paese che pensavano fosse inopportuno che lo Stato processasse s\u00e9 stesso. Pensavano fosse inopportuno screditare con un\u2019accusa cos\u00ec pesante settori dello Stato come l&#8217;Arma dei Carabinieri, settori dei servizi segreti e uomini politici. Ma noi ci siamo resi conto subito che ovviamente il nostro era un processo a singoli appartenenti a quei corpi, a quei settori, a quei partiti politici e non voleva criminalizzare nessun ambiente. Siamo andati avanti seguendo un principio: uno Stato che ha paura di far venire fuori e far emergere anche responsabilit\u00e0 dei propri esponenti rispetto fatti cos\u00ec gravi \u00e8 uno Stato che non pu\u00f2 essere autorevole. Non pu\u00f2 pretendere la collaborazione dei cittadini che subiscono quotidianamente le vessazioni mafiose, uno Stato che poi vuole nascondere la polvere sotto il tappeto e vuole lavare i panni sporchi in famiglia. Noi siamo andati avanti seguendo semplicemente un criterio di doverosit\u00e0 dell&#8217;indagine e poi dell&#8217;accusa in dibattimento. Ci siamo scontrati con un&#8217;opinione pubblica che non voleva sentire parlare di questa inchiesta e con Saverio Lodato abbiamo pensato a un certo punto che scrivere questo libro era doveroso. Voleva e vuole essere un piccolo segno di testimonianza rispetto a quanto \u00e8 stato accertato giudiziariamente in primo grado, doveroso perch\u00e9 attorno il silenzio \u00e8 rimasto assordante. Dopo la sentenza del 20 aprile i principali quotidiani, le principali testate televisive hanno parlato per un giorno di questo processo e di questa sentenza. Dopo il deposito delle motivazioni che \u00e8 venuto il 19 luglio del 2018 le stesse testate giornalistiche hanno parlato per mezza giornata di quelle motivazioni. Il tema \u00e8 stato rimosso e questo Paese non pu\u00f2 diventare rispetto a fatti cos\u00ec importanti un Paese senza memoria. Perch\u00e9 un Paese senza memoria, ne sono convinto da cittadino prima ancora che da magistrato, \u00e8 un Paese senza futuro e senza coscienza dell\u2019 importanza e della memoria. Noi non possiamo accettare che su questa vicenda cali il silenzio. Noi possiamo accettare e abbiamo accettato tutti i tipi di critica, possiamo certamente sostenere il dialogo con chi continua a sostenere che la nostra impostazione accusatoria \u00e8 sbagliata. Tutte le critiche sono legittime ma quello che ci preoccupa da cittadini prima ancora che da magistrati \u00e8 il silenzio, \u00e8 la rimozione del dato. Oggi quella sentenza sulla trattativa \u00e8 come se non esistesse pi\u00f9. Oggi quelle 5552 pagine della motivazione del presidente della Corte d&#8217;Assise, Alfredo Montalto, (per alcuni ndr) devono sparire dal dibattito e questo non \u00e8 proprio di un Paese civile che si vuole confrontare in maniera seria con la sua storia recente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSono tante le linee guida di quella sentenza, mi vengono in mente 4-5 punti che mi permetto di ricordare. Il primo: la trattativa ci fu e il dialogo con i vertici di Cosa Nostra venne iniziato e venne cercato da esponenti dello Stato. La trattativa non evit\u00f2 altro sangue, anzi provoc\u00f2 un ulteriore inasprimento della linea stragista. Riina in particolare quando seppe che attraverso Ciancimino alcuni ufficiali dei Carabinieri del Ros avevano cercato i vertici di Cosa Nostra si convinse che quello era il momento per fare altre stragi, per buttare sul piatto della bilancia della trattativa la violenza di altro sangue. Si \u00e8 giunti poi a un\u2019altra conclusione importantissima: la trattativa certamente non pu\u00f2 ritenersi lecita perch\u00e9 non si \u00e8 trattato del contatto con un esponente di Cosa Nostra in funzione di indurlo alla collaborazione, in funzione dell&#8217;acquisizione di notizie confidenziali. Si \u00e8 trattato del contatto con l&#8217;organizzazione Cosa Nostra a cui in quel momento \u00e8 stata implicitamente riconosciuta l&#8217;autorit\u00e0 e il ruolo di organizzazione che pu\u00f2 dialogare con lo Stato. \u00c8 molto importante quello che \u00e8 stato scritto a proposito dell&#8217;effetto che la trattativa pu\u00f2 aver giocato sull\u2019 accelerazione improvvisa dell\u2019 intenzione di uccidere il dottor Borsellino. Borsellino probabilmente aveva, se non saputo, cominciato ad intuire qualcosa sull&#8217; esistenza della trattativa. \u00c8 assolutamente plausibile che qualcuno avesse da temere che Borsellino avesse annotato quei suoi sospetti nell&#8217;agenda rossa che portava sempre con s\u00e9. \u00c8 assolutamente plausibile, questo lo aggiungo io ma \u00a0sulla base di elementi di fatto e processuali di particolare consistenza, che l&#8217;agenda rossa sia stata fatta sparire proprio per evitare che quei sospetti, potessero dopo l&#8217;uccisione di Paolo Borsellino, trovare una conferma documentale in quell\u2019agenda. E certamente, penso che lo possiamo affermare secondo un criterio di buon senso e logica ed esperienze di chi da molti anni si occupa di processi di mafia, l&#8217;agenda rossa non pu\u00f2 essere stata fatta sparire dai mafiosi che hanno partecipato alla strage ma con ogni probabilit\u00e0 da uomini di uno Stato deviato che gi\u00e0 in quel momento ha voluto nascondere elementi importanti per la ricostruzione del movente dell&#8217;uccisione del giudice e degli agenti della scorta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNonostante un gravissimo silenzio e una gravissima ignoranza indotta nell&#8217;opinione pubblica, sull&#8217;argomento noi avevamo gi\u00e0 una sentenza che ha condannato definitivamente il senatore Dell&#8217; Utri per concorso in associazione mafiosa che stabiliva e statuiva che l\u2019allora imprenditore Silvio Berlusconi nel 1974 con l&#8217;intermediazione di Marcello Dell&#8217; Utri avesse stipulato un patto con esponenti apicali, esponenti di vertice della Cosa Nostra palermitana. Patto di reciproca protezione e sostegno e che quel patto era stato rispettato dal 1974 almeno fino al 1992. Questa sentenza di primo grado della trattativa va oltre. \u00c8 stato dimostrato che l&#8217;intermediazione di Dell&#8217; Utri \u00e8 proseguita anche attraverso la trasmissione di messaggi e richieste di Cosa Nostra a Silvio Berlusconi anche dopo il 1992. Soprattutto dopo che Silvio Berlusconi a seguito delle elezioni del marzo 1994 divenne Presidente del Consiglio. Quindi per la prima volta questa sentenza chiama in ballo Silvio Berlusconi non pi\u00f9 come semplice imprenditore ma come uomo politico addirittura come Presidente del Consiglio. E c&#8217;\u00e8 un passaggio che pochi hanno sottolineato che pu\u00f2 essere incidentale ma \u00e8 assolutamente indicativo della gravit\u00e0 del comportamento di Silvio Berlusconi che i giudici ritengono accertato, \u00e8 un passaggio apparentemente slegato all\u2019 imputazione mossa a Dell&#8217;Utri in questo processo ma molto significativo. Si ritiene, da parte dei giudici, provato il dato che Silvio Berlusconi continu\u00f2 a pagare ingenti somme di denaro a Cosa Nostra palermitana anche dopo essere diventato Presidente del Consiglio. Risultano annotati in un libro mastro della mafia palermitana movimenti di denaro e ricezione di una somma montante a centinaia di milioni da parte del gruppo imprenditoriale legato a Berlusconi anche dopo che Silvio Berlusconi aveva assunto la carica di Presidente del Consiglio. Un Presidente del Consiglio, se questo \u00e8 vero, il capo di un governo della nostra Repubblica pagava Cosa Nostra. Rispetto a queste a tante altre conclusioni in questo Paese \u00e8 importante conoscere. In questo Paese \u00e8 sicuramente legittimo non condividere le conclusioni dei giudici. In questo Paese \u00e8 fondamentale dibattere. In questo Paese ritengo invece essere grave la rimozione dell&#8217;argomento. Ecco perch\u00e9 un libro, un piccolo contributo pu\u00f2 servire spero a stimolare l&#8217;approfondimento che ritengo essere doveroso per ogni cittadino. Ci dobbiamo rendere conto che non parliamo soltanto fatti di 25 anni fa ma fatti che coinvolgono la gestione del sistema di potere pubblico negli ultimi decenni con delle proiezioni certamente ancora nell&#8217; attualit\u00e0. Discutiamo, non tutti possono essere d&#8217;accordo con lavoro che abbiamo fatto noi ma ignorare \u00e8 peggio che certe volte essere pregiudizialmente contro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa siciliano, italiano, cittadino e magistrato e mi permette dire anche da cristiano le parole di Papa Francesco a Palermo mi hanno suscitato una grande speranza e un ulteriore conforto. Sono state parole importanti pronunciate con toni diversi rispetto alla famosa invettiva di Giovanni Paolo II alla Valle dei Templi nel 1993 ma pronunciate nella sostanza con altrettanta fermezza. Nessuno pu\u00f2 avere dopo le parole del Papa l&#8217;alibi di pensare che l&#8217;essere mafioso e l&#8217;essere cristiano siano concetti compatibili. Ho apprezzato moltissimo, come la maggior parte dei fedeli, quelle parole. Ho una speranza e un sogno che quelle parole quelle prese di posizioni cos\u00ec nette, forti, belle di Papa Francesco diventino quotidianamente sul territorio soprattutto nel territorio della nostra Sicilia parole, azioni e prese di posizioni quotidiane di tutti: dei vescovi, dei sacerdoti e di tutti i cristiani. Non devono rimanere parole pronunciate il 15 settembre in occasione dell&#8217;anniversario della morte di Padre Pino Puglisi dal Papa a Palermo, devono rimanere un faro che spero possa guidare l&#8217;azione quotidiana di tutti i cristiani e non solo. A ricordare sempre che non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 contrario al messaggio cristiano dell\u2019 essere mafioso, di avere una mentalit\u00e0 mafiosa, di avere una mentalit\u00e0 che accetti la mafia, la corruzione e il malaffare come un male necessario\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Stato-mafia, Di Matteo: \u201cBerlusconi anche da Premier continu\u00f2 a pagare Cosa Nostra\u201d Il Pm del processo sulla &#8216;trattativa&#8217; al Tg2000: \u201cIntermediazione di Dell&#8217;Utri con messaggi della mafia a Berlusconi proseguita anche dopo il 1992\u201d. 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