Medio oriente, sorte oltre 200 ostaggi israeliani appesa a un filo
È sempre appesa ad un filo la sorte degli oltre 200 ostaggi israeliani in mano ai terroristi palestinesi. Servizio di Beatrice Bossi
È sempre appesa ad un filo la sorte degli oltre 200 ostaggi israeliani in mano ai terroristi palestinesi. Servizio di Beatrice Bossi
Gli sforzi della diplomazia per propiziare una de-escalation in Medio Oriente e la visita in Libano del Ministro della Difesa Crosetto nel servizio di Giorgia Bresciani.
La guerra in Medio Oriente. Ancora bombardamenti su Gaza dove la situazione umanitaria è sempre più drammatica. Nonostante le minacce iraniane, Israele fa sapere che non ci sarà alcuna tregua durante i negoziati per la liberazione degli ostaggi. Il servizio di Marco Burini.
Diplomazia al lavoro. L’Unione Europea – attraverso la Spagna, presidente di turno del consiglio – invita i paesi membri a parlare con una sola voce. Il servizio di Giorgia Bresciani.
Putin e Hamas vogliono annientare le democrazie. Lo ha detto il presidente americano Biden che chiederà nuovi fondi al Congresso per sostenere Kiev e Tel Aviv. Servizio di Marco Burini
La storia di una famiglia italo israeliana cattolica che vive ad Haifa, nel nord dello stato ebraico, che nonostante i razzi e le bombe, è riuscita a battezzare la propria figlia. Servizio di Beatrice Bossi
C’è fortissima apprensione per i tanti prigionieri israeliani nelle mani di Hamas. Oggi a Roma nel quartiere ebraico della capitale tavolata per ricordare i 203 ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza Servizio di Barbara Masulli
Altro fronte caldo per Israele è quello settentrionale con Hezbollah. Il rischio di un allargamento del conflitto al Libano resta ancora altissimo. Servizio di Antonio Soviero
Israele bombarda una casa situata nel terreno della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio di Gaza, non distante dalla parrocchia latina della sacra Famiglia. Servizio di Nicola Ferrante
Ancora razzi da Gaza verso Israele. L’esercito di Tel Aviv fa sapere di aver colpito oltre 100 obbiettivi di Hamas. Intanto slitta ancora l’apertura del valico di Rafah utile al passaggio di tonnellate di aiuti umanitari. Servizio di Massimiliano Cochi