{"id":4344,"date":"2017-10-16T16:51:11","date_gmt":"2017-10-16T14:51:11","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/?p=4344"},"modified":"2017-10-17T14:17:44","modified_gmt":"2017-10-17T12:17:44","slug":"papa-francesco-alla-fao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/2017\/10\/16\/papa-francesco-alla-fao\/","title":{"rendered":"16\/10\/17 &#8211; Papa Francesco alla FAO"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><i><b><span style=\"color: #663300; font-size: large;\">VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<br \/>\nALLA SEDE DELLA FAO A ROMA<br \/>\nIN OCCASIONE DELLA<br \/>\nGIORNATA MONDIALE DELL&#8217;ALIMENTAZIONE<\/span><\/b><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #663300;\"><i>Luned\u00ec, 16 ottobre 2017<\/i><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Signor Direttore Generale,<br \/>\nDistinte Autorit\u00e0,<br \/>\nSignore e Signori,<\/i><\/p>\n<p>Ringrazio per l\u2019invito e le parole di benvenuto del Direttore Generale, Prof. Jos\u00e9 Graziano da Silva, e rivolgo un caloroso saluto ai Rappresentanti degli Stati Membri e a quanti hanno la possibilit\u00e0 di collegarsi dalle sedi della FAO nel mondo.<\/p>\n<p>Un saluto particolare va ai Ministri dell\u2019Agricoltura del G7 qui presenti, che hanno concluso il loro Vertice, nel quale sono state discusse questioni che richiedono una responsabilit\u00e0 non solo verso lo sviluppo e la produzione, ma anche nei confronti della Comunit\u00e0 internazionale nel suo insieme.<\/p>\n<p>1. La celebrazione di questa Giornata Mondiale dell\u2019Alimentazione ci vede qui radunati per ricordare quel 16 ottobre del 1945 quando i Governi, decisi ad eliminare la fame mediante lo sviluppo del settore agricolo, istituirono la FAO. Era quello un periodo di grave insicurezza alimentare e di grandi spostamenti di popolazione, con milioni di persone alla ricerca di luoghi in cui poter sopravvivere alle miserie e alle avversit\u00e0 causate dalla guerra.<\/p>\n<p>Dunque, riflettere su come la sicurezza alimentare pu\u00f2 incidere sulla mobilit\u00e0 umana significa ripartire dall\u2019impegno per cui la FAO \u00e8 nata, per rinnovarlo. La realt\u00e0 odierna domanda una maggiore responsabilit\u00e0 a tutti i livelli non solo per garantire la produzione necessaria o l\u2019equa distribuzione dei frutti della terra \u2013 questo dovrebbe essere scontato \u2013 ma soprattutto per tutelare il diritto di ogni essere umano a nutrirsi a misura dei propri bisogni, partecipando altres\u00ec alle decisioni che lo riguardano e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, senza doversi separare dai propri cari.<\/p>\n<p>Di fronte a un obiettivo di tale portata \u00e8 in gioco la credibilit\u00e0 dell\u2019intero sistema internazionale. Sappiamo che la cooperazione \u00e8 sempre pi\u00f9 condizionata da impegni parziali, che addirittura limitano ormai anche gli aiuti nelle emergenze. Eppure la morte per fame o l\u2019abbandono della propria terra \u00e8 notizia quotidiana, che rischia di provocare indifferenza. E\u2019 urgente dunque trovare nuove strade, per trasformare le possibilit\u00e0 di cui disponiamo in una garanzia che consenta ad ogni persona di guardare al futuro con fondata fiducia e non solo con qualche desiderio.<\/p>\n<p>Lo scenario delle relazioni internazionali mostra una capacit\u00e0 crescente di dare risposte alle attese della famiglia umana, anche con l\u2019apporto della scienza e della tecnica, le quali, studiando i problemi, propongono soluzioni adeguate. Eppure questi nuovi traguardi non riescono ad eliminare l\u2019esclusione di gran parte della popolazione mondiale: quante sono le vittime della malnutrizione, delle guerre, dei cambiamenti climatici? Quanti mancano del lavoro e dei beni essenziali e si vedono costretti a lasciare la loro terra, esponendosi a molte e terribili forme di sfruttamento? Valorizzare la tecnologia al servizio dello sviluppo \u00e8 certamente una strada da percorrere, purch\u00e9 si arrivi ad azioni concrete per diminuire gli affamati o per governare il fenomeno delle migrazioni forzate.<\/p>\n<p>2. La relazione tra fame e migrazioni pu\u00f2 essere affrontata solo se andiamo alla radice del problema. A questo proposito, gli studi condotti dalle Nazioni Unite, come pure da tante Organizzazioni della societ\u00e0 civile concordano nel dire che sono due gli ostacoli principali da superare: i conflitti e i cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Come si possono superare\u00a0<i>i conflitti<\/i>? Il diritto internazionale ci indica i mezzi per prevenirli o risolverli rapidamente, evitando che si prolunghino e producano carestie e la distruzione del tessuto sociale. Pensiamo alle popolazioni martoriate da guerre che durano ormai da decenni e che potevano essere evitate o almeno fermate, e invece propagano i loro effetti disastrosi tra cui l\u2019insicurezza alimentare e lo spostamento forzato di persone. Occorrono buona volont\u00e0 e dialogo per frenare i conflitti, e bisogna impegnarsi a fondo per un disarmo graduale e sistematico, previsto dalla\u00a0<i>Carta delle Nazioni Unite<\/i>, come pure per porre rimedio alla funesta piaga del traffico delle armi. A che vale denunciare che a causa dei conflitti milioni di persone sono vittime della fame e della malnutrizione, se non ci si adopera efficacemente per la pace e il disarmo?<\/p>\n<p>Quanto ai\u00a0<i>cambiamenti climatici<\/i>, ne vediamo tutti i giorni le conseguenze. Grazie alle conoscenze scientifiche, sappiamo come i problemi vanno affrontati; e la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 andata elaborando anche strumenti giuridici necessari, come per esempio l\u2019Accordo di Parigi, dal quale, per\u00f2, alcuni si stanno allontanando. Riemerge la noncuranza verso i delicati equilibri degli ecosistemi, la presunzione di manipolare e controllare le limitate risorse del pianeta, l\u2019avidit\u00e0 di profitto. E\u2019 pertanto necessario lo sforzo per un consenso concreto e fattivo se si vogliono evitare effetti pi\u00f9 tragici, che continueranno a gravare sulle persone pi\u00f9 povere e indifese. Siamo chiamati a proporre un cambiamento negli stili di vita, nell\u2019uso delle risorse, nei criteri di produzione, fino ai consumi che, per quanto riguarda gli alimenti, vedono perdite e sprechi crescenti. Non possiamo rassegnarci a dire \u201cci penser\u00e0 qualcun altro\u201d.<\/p>\n<p>Penso che questi siano i presupposti di ogni discorso serio sulla sicurezza alimentare collegata al fenomeno delle migrazioni. Certamente guerre e cambiamenti climatici determinano la fame, evitiamo dunque di presentarla come una malattia incurabile. Le stime recenti fornite dai vostri esperti prevedono un rialzo della produzione globale di cereali, a livelli che consentono di dare maggiore consistenza alle riserve mondiali. Questo lascia ben sperare e fa capire che, se si opera stando attenti ai bisogni e contrastando le speculazioni, i risultati non mancano. Infatti, le risorse alimentari non di rado vengono lasciate in bal\u00eca della speculazione, che le misura solamente in funzione della prosperit\u00e0 economica dei grandi produttori o in relazione alla potenzialit\u00e0 di consumo e non alle esigenze reali delle persone. E cos\u00ec si favoriscono i conflitti e gli sprechi, e aumentano le file degli ultimi della terra che cercano un futuro fuori dai loro territori di origine.<\/p>\n<p>3. Di fronte a tutto questo possiamo e dobbiamo cambiare rotta (cfr Enc.\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\">Laudato si\u2019<\/a><\/i>,\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#53.\">53<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#61.\">61<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#163.\">163<\/a>;\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#202.\">202<\/a>). Di fronte all\u2019aumento della domanda di alimenti \u00e8 indispensabile che i frutti della terra siano disponibili per tutti. Per qualcuno basterebbe diminuire il numero delle bocche da sfamare e risolvere cos\u00ec il problema; ma \u00e8 una falsa soluzione se si pensa ai livelli di spreco di alimenti e a modelli di consumo che sprecano tante risorse. Ridurre \u00e8 facile, condividere invece impone una conversione, e questo \u00e8 impegnativo.<\/p>\n<p>Pertanto mi pongo \u2013 e vi pongo \u2013 questa domanda: \u00e8 troppo pensare di introdurre nel linguaggio della cooperazione internazionale la categoria dell\u2019amore, declinata come gratuit\u00e0, parit\u00e0 nel trattare, solidariet\u00e0, cultura del dono, fraternit\u00e0, misericordia? In effetti, queste parole esprimono il contenuto pratico del termine \u201cumanitario\u201d, tanto in uso nell\u2019attivit\u00e0 internazionale. Amare i fratelli e farlo per primi, senza attendere di essere corrisposto: \u00e8 questo un principio evangelico che trova riscontro in tante culture e religioni e diventa\u00a0<i>principio di umanit\u00e0<\/i>\u00a0nel linguaggio delle relazioni internazionali. E\u2019 auspicabile che la diplomazia e le Istituzioni multilaterali alimentino e organizzino questa capacit\u00e0 di amare, perch\u00e9 \u00e8 la via maestra che garantisce non solo la sicurezza alimentare, ma la sicurezza umana nella sua globalit\u00e0. Non possiamo operare solo se lo fanno gli altri, n\u00e9 limitarci ad avere piet\u00e0, perch\u00e9 la piet\u00e0 si ferma agli aiuti di emergenza, mentre l\u2019amore ispira la giustizia ed \u00e8 essenziale per realizzare un giusto ordine<i>\u00a0<\/i>sociale tra realt\u00e0 diverse che vogliono correre il rischio dell\u2019incontro reciproco. Amare vuol dire contribuire affinch\u00e9 ogni Paese aumenti la produzione e giunga all\u2019autosufficienza alimentare. Amare si traduce nel pensare nuovi modelli di sviluppo e di consumo, e nell\u2019adottare politiche che non aggravino la situazione delle popolazioni meno avanzate o la loro dipendenza esterna. Amare significa non continuare a dividere la famiglia umana tra chi ha il superfluo e chi manca del necessario.<\/p>\n<p>L\u2019impegno della diplomazia ci ha dimostrato, anche in eventi recenti, che fermare il ricorso alle armi di distruzione di massa \u00e8 possibile. Tutti siamo consapevoli della capacit\u00e0 di distruzione di tali strumenti. Ma siamo altrettanto consapevoli degli effetti della povert\u00e0 e dell\u2019esclusione? Come fermare persone disposte a rischiare tutto, intere generazioni che possono scomparire perch\u00e9 mancano del pane quotidiano, o sono vittime di violenza o di mutamenti climatici? Si dirigono dove vedono una luce o percepiscono una speranza di vita. Non potranno essere fermate da barriere fisiche, economiche, legislative, ideologiche: solo una coerente applicazione del\u00a0<i>principio di umanit\u00e0\u00a0<\/i>potr\u00e0 farlo. E invece diminuisce l\u2019aiuto pubblico allo sviluppo e le Istituzioni multilaterali vengono limitate nella loro attivit\u00e0, mentre si ricorre ad accordi bilaterali che subordinano la cooperazione al rispetto di agende e di alleanze particolari o, pi\u00f9 semplicemente, ad una tranquillit\u00e0 momentanea. Al contrario, la gestione della mobilit\u00e0 umana richiede un\u2019azione intergovernativa coordinata e sistematica, condotta secondo le norme internazionali esistenti e permeata da amore e intelligenza. Il suo obiettivo \u00e8 un incontro di popoli che arricchisca tutti e generi unione e dialogo, e non esclusione e vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Qui permettetemi di collegarmi al dibattito sulla vulnerabilit\u00e0 che a livello internazionale divide quando si parla dei migranti. Vulnerabile \u00e8 colui che \u00e8 in condizione di inferiorit\u00e0 e non pu\u00f2 difendersi, non ha mezzi, vive cio\u00e8 una esclusione. E questo perch\u00e9 \u00e8 costretto dalla violenza, da situazioni naturali o peggio ancora dall\u2019indifferenza, dall\u2019intolleranza e persino dall\u2019odio. Di fronte a questa condizione \u00e8 giusto identificare le cause per agire con la necessaria competenza. Ma non \u00e8 accettabile, che per evitare di impegnarsi, ci si trinceri dietro a sofismi linguistici che non fanno onore alla diplomazia ma la riducono, da \u201carte del possibile\u201d, a un esercizio sterile per giustificare egoismi e inattivit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 auspicabile che di tutto questo si tenga conto nell\u2019elaborazione del\u00a0<i>Pacto mundial para una migraci\u00f3n segura, regular y ordenada<\/i>, in corso in questo momento in seno alle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>4. Prestiamo ascolto al grido di tanti nostri fratelli emarginati ed esclusi: \u201cHo fame, sono forestiero, nudo, malato, rinchiuso in un campo profughi\u201d. \u00c8 una domanda di giustizia, non una supplica o un appello di emergenza. \u00c8 necessario un ampio e sincero dialogo a tutti i livelli perch\u00e9 emergano le soluzioni migliori e maturi una nuova relazione tra i diversi attori dello scenario internazionale, fatta di responsabilit\u00e0 reciproca, di solidariet\u00e0 e di comunione.<\/p>\n<p>Il giogo della miseria generato dagli spostamenti spesso tragici dei migranti, pu\u00f2 essere rimosso mediante una prevenzione fatta di progetti di sviluppo che creino lavoro e capacit\u00e0 di riposta alle crisi climatiche e ambientali. La prevenzione costa molto meno degli effetti provocati dal degrado dei terreni o dall\u2019inquinamento delle acque, effetti che colpiscono le zone nevralgiche del pianeta dove la povert\u00e0 \u00e8 la sola legge, le malattie sono in crescita e la speranza di vita diminuisce.<\/p>\n<p>Sono tante e lodevoli le iniziative messe in atto. Tuttavia, non bastano; \u00e8 necessario e urgente continuare ad attivare sforzi e finanziare programmi per fronteggiare in maniera ancora pi\u00f9 efficace e promettente la fame e la miseria strutturale. Ma se l\u2019obiettivo \u00e8 favorire un\u2019agricoltura che produca in funzione delle effettive esigenze di un Paese, allora non \u00e8 lecito sottrarre le terre coltivabili alla popolazione, lasciando che il\u00a0<i>land grabbing\u00a0<\/i>(<i>acaparamiento de tierras<\/i>) continui a fare i suoi profitti, magari con la complicit\u00e0 di chi \u00e8 chiamato a fare l\u2019interesse del popolo. Occorre allontanare le tentazioni di operare a vantaggio di gruppi ristretti della popolazione, come pure di utilizzare gli apporti esterni in modo inadeguato, favorendo la corruzione, o in assenza di legalit\u00e0.<\/p>\n<p>La Chiesa Cattolica, con le sue istituzioni, avendo diretta e concreta conoscenza delle situazioni da affrontare e dei bisogni da colmare, vuole concorrere direttamente in questo sforzo in virt\u00f9 della sua missione che la porta ad amare tutti e la obbliga anche a ricordare a quanti hanno responsabilit\u00e0 nazionali e internazionali il pi\u00f9 ampio dovere di condividere le necessit\u00e0 dei pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019augurio \u00e8 che ciascuno scopra, nel silenzio della propria fede o delle proprie convinzioni, le motivazioni, i principi e gli apporti per dare alla FAO e alle altre Istituzioni intergovernative il coraggio di migliorare e perseverare per il bene della famiglia umana.<\/p>\n<p>Grazie!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eqEDaWZhBnE\">Guarda il video integrale<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"VISITA DEL SANTO PADRE FRANCESCO ALLA SEDE DELLA FAO A ROMA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELL&#8217;ALIMENTAZIONE","protected":false},"author":6,"featured_media":4345,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[129],"tags":[83],"class_list":["post-4344","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-parole-di-papa-francesco","tag-news"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-content\/uploads\/sites\/20\/2017\/10\/Immagine-2.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4344","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4344"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4344\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4363,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4344\/revisions\/4363"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4344"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4344"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.tv2000.it\/ildiariodipapafrancesco\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}