{"id":8265,"date":"2019-06-07T13:00:24","date_gmt":"2019-06-07T11:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/?p=8265"},"modified":"2019-06-26T15:20:17","modified_gmt":"2019-06-26T13:20:17","slug":"ciclo-totototo-contro-il-pirata-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/2019\/06\/07\/ciclo-totototo-contro-il-pirata-nero\/","title":{"rendered":"Ciclo Tot\u00f2:<br>Tot\u00f2 contro il pirata nero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Tv2000 lancia un ciclo di film dedicato a Tot\u00f2, il principe della risata e della commedia italiana. Ogni gioved\u00ec, a partire dal 16 maggio, in prima serata su Canale 28 e 157 di Sky.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore.jpg\"><img class=\"alignnone size-full wp-image-604\" src=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore.jpg 560w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore-300x171.jpg 300w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore-47x27.jpg 47w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2016\/03\/17113b_toto-peppino-e-i-fuorilegge-rc-visore-280x160.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>La programmazione:<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>Gioved\u00ec 16 maggio &#8211; Tot\u00f2 e Peppino divisi a Berlino<\/b><\/i>&nbsp;\u00e8 un&nbsp;film&nbsp;del&nbsp;1962&nbsp;diretto da&nbsp;Giorgio Bianchi&nbsp;e interpretato da&nbsp;Tot\u00f2&nbsp;e&nbsp;Peppino De Filippo.&nbsp;<\/p>\n<p>Nel&nbsp;1961&nbsp;Antonio La Puzza emigra da&nbsp;Acerra, per carenza di denaro, nella&nbsp;Berlino&nbsp;allora divisa tra occidentali e sovietici, alla ricerca di Giuseppe &#8220;Peppino&#8221; Pagliuca (un magliaro&nbsp;napoletano&nbsp;emigrato in&nbsp;Germania&nbsp;anni prima). L\u00ec incontra due persone, tra cui la figlia dell&#8217;ammiraglio&nbsp;Attila Canarinis (ex militare&nbsp;nazista&nbsp;molto somigliante a La Puzza). Questi, invece di aiutarlo, lo assoldano per la cifra di 20 milioni di lire: il povero La Puzza accetta ma si deve fingere l&#8217;ammiraglio Canarinis. Durante il processo presso il tribunale della base statunitense, La Puzza alias Canarinis si dimostra innocente, anche se non creduto subito. Gli americani cos\u00ec decidono di liberarlo, per poterlo spiare in ogni sua mossa.<\/p>\n<p>Successivamente egli incontra un gruppo di emigranti italiani tra cui il Pagliuca (il quale durante il processo era stato assoldato dagli stessi tizi per testimoniare il falso contro il malcapitato La Puzza) ma i sovietici, convinti dagli americani che Canarinis \u00e8 fuggito dalla prigione statunitense, vanno alla ricerca dei due fuggiaschi.&nbsp;I sovietici trovano e assoldano i due che si presentano a&nbsp;Berlino Est&nbsp;come l&#8217;ammiraglio Canarinis e il suo assistente, ma scambiano il libro della&nbsp;<i>Smorfia<\/i>&nbsp;per un codice segreto e li costringono a utilizzarlo per abbattere un aereo-spia americano: per errore, invece, colpiranno un loro aereo e spediranno La Puzza e Pagliuca direttamente a&nbsp;Berlino Ovest&nbsp;(lato americano).&nbsp;Gli americani a loro volta, accorgendosi che non si trattava dell&#8217;ammiraglio Canarinis e del suo collaboratore, li liberano. I cinesi per\u00f2 credono anch&#8217;essi che i due siano l&#8217;ammiraglio Canarinis e il suo assistente, cos\u00ec La Puzza e Pagliuca finiscono per essere condotti in&nbsp;Cina&nbsp;dove lavoreranno al servizio del governo cinese per superare Stati Uniti e Unione Sovietica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 23 maggio &#8211; Tot\u00f2 contro maciste<\/strong><\/em> un film&nbsp;di&nbsp;Fernando Cerchio&nbsp;con&nbsp;Tot\u00f2,&nbsp;Nino Taranto,&nbsp;Samson Burk,&nbsp;Luigi Pavese,&nbsp;Nadia Sanders.<\/p>\n<p>Totokamen \u00e8 un artista che si esibisce nei vari locali d&#8217;Egitto&nbsp;assistito dal suo manager, Tarantenkamen. Sfruttando dei trucchi dozzinali, Totokamen millanta di essere il figlio del dio&nbsp;Amon. Il&nbsp;Faraone&nbsp;si trova intanto di fronte all&#8217;inspiegabile tradimento del fido&nbsp;Maciste, che decide di scatenare una rivolta assieme agli&nbsp;assiri. Per far fronte all&#8217;emegenza, un ministro che aveva assistito allo spettacolo di Totokamen, si convince che l&#8217;uomo \u00e8 davvero un semidio e lo fa convocare dal Faraone.&nbsp;Totokamen e Tarantenkamen capiscono la situazione e, se da un lato vogliono approfittare della credulit\u00e0 del Faraone, dall&#8217;altra temono di doversi scontrare sul serio con Maciste. Per questo, accettano la richiesta del Faraone ma inventano singolari scuse per rimandare lo scontro col temibile colosso. Nel frattempo si scopre che Maciste \u00e8 stato stregato dalla giovane moglie del Faraone, in combutta col capo delle guardie: i due hanno in mente di spodestare il sovrano e hanno plagiato il forzuto guerriero con una pozione che avr\u00e0 effetto per circa trenta giorni.<\/p>\n<p>Per una serie di circostanze, Totokamen finisce col convincersi di essere figlio di Amon e, nonostante i tentativi di dissuasione da parte di Tarantenkamen, si prepara a guidare l&#8217;esercito d&#8217;Egitto contro quello degli Assiri, guidati da Maciste. Tra i soldati avversari, Totokamen incontra Sabakis, che gli rivela di essere il suo vero padre emigrato in territorio assiro quando egli era ancora fanciullo, comprendendo di essersi illuso riguardo alla sua natura semidivina. Rendendosi conto della situazione, Totokamen fugge verso il palazzo del Faraone, ma qui \u00e8 comunque costretto a scontrarsi con Maciste.&nbsp;Grazie ad alcuni lazzi, Totokamen riesce a fronteggiare il possente guerriero fino a quando, dopo che una parte del palazzo frana e, una colonna lo colpisce in testa, Maciste riacquista il senno (essendo anche esaurito l&#8217;effetto della pozione che lo aveva plagiato). Il Faraone scopre quindi l&#8217;inganno ordito alle sue spalle dalla moglie e soprattutto resta convinto dell&#8217;eroismo e della potenza di Totokamen, che comunque decide di intraprendere nuovamente la strada dello spettacolo per le vie dell&#8217;Egitto, assieme al fido Tarantenkamen.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 30 maggio &#8211; Tot\u00f2 Peppino e la dolce vita<\/strong><\/em>&nbsp;&nbsp;\u00e8 un film del&nbsp;1961&nbsp;diretto da&nbsp;<a title=\"Sergio Corbucci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sergio_Corbucci\">Sergi<\/a>o<a title=\"Sergio Corbucci\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sergio_Corbucci\"> Corbucci<\/a>&nbsp;ed interpretato da&nbsp;Tot\u00f2&nbsp;e&nbsp;Peppino De Filippo.<\/p>\n<p>Antonio Barbacane viene mandato dal ricco nonno a Roma per cercare di corrompere dei politici affinch\u00e9 spostino il tracciato di un&#8217;autostrada sulle proprie terre al fine di aumentarne il valore. Egli, invece di provvedere, si abbandona ai piaceri della capitale pur non avendo un lavoro fisso. Per controllarne l&#8217;operato viene inviato l\u00ec suo cugino Peppino, segretario comunale del paese, moralista ed integerrimo a tal punto da far rimuovere i manifesti del film&nbsp;<i>La dolce vita<\/i>.<\/p>\n<p>Antonio sta sbarcando il lunario come posteggiatore abusivo a&nbsp;via Veneto&nbsp;dove per\u00f2 \u00e8 conosciuto da tutti. Arrotonda infatti gli incassi delle mance con i servizi che procura ai frequentatori dei locali di Via Veneto.Peppino dopo essere stato coinvolto involontariamente in una scazzottata prontamente fotografata dai paparazzi, trova Antonio su quella strada. Rifiutati i rimproveri del nonno portati da Peppino, Antonio lo porta a divertirsi nei locali notturni.<\/p>\n<p>Il nonno intanto sta sorvegliando i nipoti di nascosto e depreca i loro comportamenti. \u00c8 notte alta e Peppino \u00e8 ubriaco e stanco. Antonio lo colloca nel bagagliaio di un&#8217;auto in sosta nella quale si accomoda per riposare. Ma la macchina non rimane l\u00ec tutta la notte: il suo proprietario, l&#8217;avvocato Guglielmo detto Guco, infatti la porta via accompagnato dalla sua amante Magda. Svegliatosi Antonio, su richiesta della ragazza alla ricerca di un posto tranquillo e originale, li conduce a casa sua, una dimora allagata e abbandonata. Mentre sono l\u00ec due ladri tentano di rubare la ruota di scorta dell&#8217;auto in sosta ma alla vista di Peppino nel bagagliaio, temendo che sia morto, fuggono impauriti. La ragazza intanto dopo i primi entusiasmi si \u00e8 annoiata e all&#8217;insaputa di Antonio i due amanti vanno via portando con loro il dormiente Peppino.<\/p>\n<p>Il giorno dopo Antonio arringa in una dimostrazione di piazza i posteggiatori abusivi come lui per sollecitare la regolarizzazione della categoria. Alla vista della polizia il comizio non autorizzato si interrompe e Antonio viene fermato. Intanto Peppino si sveglia e tornato a via Veneto ritrova il cugino questa volta in tenuta da posteggiatore. Antonio si giustifica con la scusa di mimetizzarsi agli agenti delle tasse per non pagare troppe tasse e continua a illuderlo di avere parlato al ministro del problema della strada. Intanto arriva Renata Francesca, la baronessa che lo invita con lei a un party col proposito segreto di fargli pagare il pieno dell&#8217;auto.&nbsp;Giunti sul posto Antonio confessa a Peppino di non avere pi\u00f9 una lira, di sopravvivere facendo il posteggiatore e che la S.p.a., di cui \u00e8 presidente, significa societ\u00e0 posteggiatori abusivi. Peppino si sente perso, su quell&#8217;aiuto contava molto. Antonio lo persuade prima a spararsi, poi a dimenticare i suoi problemi almeno per quella notte, invitandolo a partecipare a quella festa malgrado il rischio di perdere l&#8217;eredit\u00e0. I comportamenti degli invitati sono disinibiti e promiscui, annoiati e infantili.&nbsp;I due cugini, invitati alla seduta spiritica condotta dalla medium Norma per stabilire un contatto con le anime dei morti, vengono terrorizzati dalla comparsa di un fantasma che non \u00e8 altro che uno scherzo. Il festino riprende. Irrompe furibondo il nonno che li rimprovera di aver abbandonato le consegne ricevute e di essersi dati alla brutta vita. Spediti al paese i nipoti, mentre vivono tra le pecore, ricevono una lettera del nonno. Sar\u00e0 lui a occuparsi degli affari di famiglia iniziando proprio da via Veneto dove anche lui per\u00f2 si \u00e8 lasciato travolgere dalla dolce vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 6 giugno &#8211; Tot\u00f2 d&#8217;Arabia<\/strong><\/em>&nbsp;\u00e8 un film del&nbsp;1965, diretto da&nbsp;Jos\u00e9 Antonio de la Loma&nbsp;con&nbsp;Tot\u00f2.&nbsp;<\/p>\n<p>Tot\u00f2, ex-militare italiano al servizio, come domestico, presso l&#8217;Intelligence Service&nbsp;britannico viene promosso ad agente segreto con il nome di Agente 00\u00d88 al fine di convincere il regnante di Shamara, lo sceicco Ali El Buzur a cedere il petrolio al&nbsp;Regno Unito. Dopo un breve soggiorno a&nbsp;Barcellona&nbsp;per ricevere ulteriori istruzioni Tot\u00f2 si trasferisce nel&nbsp;Kuwait&nbsp;dove riesce ad evitare attentati ai suoi danni ad opera dei servizi segreti egiziani, turchi e russi. Per superare anche la CIA Tot\u00f2 si servir\u00e0 delle trenta mogli dello sceicco, che alla fine lo adotter\u00e0 e come El Buzur II e guider\u00e0 la raffinazione del petrolio di Shamara da Napoli, fondando a&nbsp;San Giovanni a Teduccio&nbsp;la compagnia petrolifera Tot\u00f2il.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 20 giugno &#8211; Che fine ha fatto Tot\u00f2 baby&nbsp;&nbsp;\u00e8 un film del&nbsp;1964, diretto da&nbsp;Ottavio Alessi. \u00c8 una parodia del film del&nbsp;1962&nbsp;<i>Che fine ha fatto Baby Jane?<\/i>&nbsp;interpretato da&nbsp;Bette Davis&nbsp;e&nbsp;Joan Crawford.<\/p>\n<p>Due fratelli, ladri di mestiere, stanno organizzando dei furti di valigie alla Stazione Termini di&nbsp;Roma. Scoprono per\u00f2 che quella sottratta a una vecchina contiene in realt\u00e0 un cadavere. Nel tentativo di disfarsene la scambiano erroneamente con la valigia di una coppia di autostoppiste tedesche &#8211; chiamate Helga e Inga &#8211; appena conosciute. Costretti a recuperare la valigia, arrivano alla villa dove stanno le ragazze ma vengono scoperti dal padrone di casa, il conte Mischa Auer, che subito li ricatta: in cambio del suo silenzio con la polizia, dovranno aiutarlo a sbarazzarsi della ricca moglie, alla cui eredit\u00e0 egli aspira. Tot\u00f2 Baby esegue l&#8217;ordine ma adesso \u00e8 lui a pretendere un favore dal conte, ovvero vitto e alloggio fino alla guarigione di suo fratello Pietro, temporaneamente costretto sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente.<\/p>\n<p>Il conte, temendo che Tot\u00f2 Baby possa rivelare l&#8217;uxoricidio&nbsp;alla polizia, decide insieme alle autostoppiste di eliminare i due fratelli. Ma prima ancora che il piano possa essere attuato, Tot\u00f2 Baby scopre per caso una strana pianta coltivata nell&#8217;orticello della villa: la&nbsp;marijuana. Pensando che si tratti di un&nbsp;ortaggio&nbsp;da tavola, inizia a mangiarla in grandi quantit\u00e0 condita come insalata. Gli effetti allucinogeni non tarderanno a farsi sentire; Tot\u00f2 Baby impazzisce e in poco tempo commette un omicidio dietro l&#8217;altro: una delle due autostoppiste sciolta nell&#8217;acido durante un tentativo di seduzione e l&#8217;altra strangolata, il conte fatto a pezzi e servito per cena a Pietro inorridito, e le trappole mortali con cui Tot\u00f2 Baby attira il giardiniere e un portalettere, destinati entrambi a venire trucidati con un coltello da macelleria e poi murati all&#8217;interno della villa con le braccia lasciate in bella vista, macabramente penzolanti a mo&#8217; di reggilampade. Tot\u00f2 Baby infine fugge col fratello su una spiaggia, dove sar\u00e0 catturato dalla polizia: viene quindi internato in un manicomio criminale, nel quale sar\u00e0 perennemente intento a scrivere le sue memorie con una macchina da scrivere inesistente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 27 giugno &#8211; Tot\u00f2 contro il pirata nero<\/strong><\/em>&nbsp;\u00e8 un&nbsp;film&nbsp;del&nbsp;1964&nbsp;diretto da&nbsp;Fernando Cerchio.<\/p>\n<p>Un ladro&nbsp;&nbsp;finisce del tutto casualmente su una nave pirata. Grazie alla sua fortuna si salva dal capestro, sconfigge i nemici e viene nominato ufficiale. Pi\u00f9 tardi gli spagnoli lo cattureranno assieme ai suoi uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Gioved\u00ec 4 luglio &#8211;&nbsp;<\/strong><strong>Tot\u00f2 e Cleopatra<\/strong>&nbsp;<\/em>\u00e8 un&nbsp;film comico&nbsp;del&nbsp;1963&nbsp;diretto dal regista&nbsp;Fernando Cerchio.<\/p>\n<p>Marco Antonio&nbsp;ha un fratellastro che gli somiglia come una goccia d\u2019acqua: Totonno. Perso d\u2019amore per&nbsp;Cleopatra&nbsp;il primo, losco trafficante di schiavi il secondo, che sostituisce segretamente il condottiero nei momenti pi\u00f9 delicati. La continua apparizione ora del vero ora del falso Marco Antonio genera lo scompiglio: la regina d\u2019Egitto&nbsp;non sa pi\u00f9 cosa pensare del contraddittorio comportamento dell\u2019uomo che credeva di avere in sua balia, mentre il&nbsp;Senato romano&nbsp;si trova alle prese con repentini mutamenti di intenti. Poi scoppia la guerra fra Roma e l\u2019Egitto: Ottavio vince gli egiziani sul campo di battaglia e, come promesso, concede la propria sorella Ottavia in sposa a Totonno, oramai nelle vesti di Marco Antonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tv2000 lancia un ciclo di film dedicato a Tot\u00f2, il principe della risata e della commedia italiana. 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