{"id":7528,"date":"2019-01-30T10:54:16","date_gmt":"2019-01-30T09:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/?p=7528"},"modified":"2019-02-05T15:45:30","modified_gmt":"2019-02-05T14:45:30","slug":"le-citta-invisibili-seconda-stagione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/2019\/01\/30\/le-citta-invisibili-seconda-stagione\/","title":{"rendered":"Le citt\u00e0 invisibili, seconda stagione"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_7529\" aria-describedby=\"caption-attachment-7529\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-7529\" src=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-300x200.jpg 300w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-768x512.jpg 768w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-41x27.jpg 41w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-280x187.jpg 280w, https:\/\/staging.tv2000.it\/docfilm\/wp-content\/uploads\/sites\/30\/2018\/12\/InvisibleCities_20170424_7516-650x433.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-7529\" class=\"wp-caption-text\">Riace 24 Aprile 2017 &#8211; Photo: Enrico de Divitiis \/ www.enricodedivitiis.it<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Le citt\u00e0 invisibili<\/em>, seconda stagione sette puntate per altrettanti luoghi nel nostro Paese che raccontano modelli di convivenza possibile, storie di quotidiana e straordinaria accoglienza. In un continuo rimando tra il conosciuto e lo sconosciuto, tra il dicibile e il taciuto, un viaggio in Italia per svelare luoghi, storie e realt\u00e0 di accoglienza e integrazione possibile. Un mondo sommerso di esperienze in cui qualcuno ha avuto il coraggio di provare a trasformare la paura in opportunit\u00e0 e l\u2019utopia in realt\u00e0. Emergono cos\u00ec le citt\u00e0 invisibili, nascoste dietro il racconto del visibile che invade le cronache dei tg e dei giornali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>30 dicembre &#8211; PUNTATA 1 <\/strong><\/p>\n<p><strong>LA CITTA\u2019 DIFFUSA_CADORE<\/strong><\/p>\n<p>In risposta all\u2019arrivo di richiedenti protezione internazionale sul territorio bellunese, la cooperativa sociale Cadore \u00e8 passata dall\u2019accoglienza di \u201cviaggiatori\u201d a quella di rifugiati, sperimentando un progetto di ospitalit\u00e0 diffusa che pone particolare attenzione alla formazione e all\u2019inclusione sociale dei propri ospiti.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019intuizione di fare rete con la Caritas locale, singoli volontari e il centro scolastico, la cooperativa ha impostato l\u2019attivit\u00e0 di accoglienza nell\u2019ottica di offrire alle persone ospitate nuove prospettive di vita, con percorsi volti a \u201ccreare lavoro\u201d attraverso progetti di auto-imprenditorialit\u00e0 anche in forma associata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>6 gennaio &#8211; PUNTATA 2<\/strong><\/p>\n<p><strong>LE CITTA&#8217; CHE CANTA &#8211; CERES <\/strong><\/p>\n<p>Ceres \u00e8 un paesino di mille abitanti in provincia di Torino. Qui i primi richiedenti asilo arrivano nel&nbsp;marzo del 2014. Aumentano, toccano quota sessanta unit\u00e0\u2026 e i primi interrogativi sul tema, o<br \/>\n\u201cproblema\u201d della migrazione cominciano a serpeggiare tra la popolazione locale. La diffidenza,&nbsp;per\u00f2, non ha soltanto la forza della negazione a priori; essa, a Ceres, ha avuto la capacit\u00e0 di<br \/>\ndissiparsi attraverso pratiche d\u2019inclusione che hanno trasformato il rifiuto in un sentimento di&nbsp;accoglienza, i numeri in persone. \u00abLa lingua \u00e8 una cosa che unisce le persone\u00bb: \u00e8 da questo<br \/>\nassunto che, attraverso un\u2019associazione di volontari, nasce un cortocircuito, ovvero l\u2019idea di unire&nbsp;in un coro che canta solo in dialetto piemontese un gruppo di richiedenti asilo proveniente dalle<br \/>\npi\u00f9 svariate nazioni africane. Il Coro Moro, protagonista di questa puntata de Le citt\u00e0 invisibili, \u00e8&nbsp;divenuto cos\u00ec negli anni lo strumento tramite il quale abbattere le barriere e le differenze<br \/>\nculturali; un\u2019attivit\u00e0 primariamente artistica che si \u00e8 trasformata in ulteriori modalit\u00e0&nbsp;d\u2019integrazione ugualmente universali: un brand di sartoria, il Moro Style, e una squadra di calcio a<br \/>\n5 iscritta al campionato Uisp, il Moro Team. Ceres ci mostra come la creazione di una comunit\u00e0&nbsp;cosmopolita sia possibile: in fondo il Gambia, il Mali, la Nigeria sono lontani soltanto sulla cartina&nbsp;geografica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>13 gennaio &#8211; PUNTATA 3<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA CITTA&#8217; DI FRONTIERA_COMO<\/strong><\/p>\n<p>Il nostro viaggio tra le citt\u00e0 invisibili, le citt\u00e0 che accolgono i migranti, questa volta partir\u00e0 dal Monte dei Poeti, un parco letterario e paesaggistico fra Como e Brunate. Allo scopo di rafforzare il collegamento fra citt\u00e0 e monte, qui vedremo realizzarsi un <em>corso sull\u2019arte dei muri a secco <\/em>promosso dalla parrocchia di Rebbio, dall\u2019associazione Sentiero dei Sogni e dal coordinamento CAS Comaschi.&nbsp;L\u2019iniziativa prevede la partecipazione di trenta migranti provenienti da Gambia, Ghana, Mali e Nigeria e di quindici cittadini interessati a valorizzare una porzione di Como a forte valore agricolo e storico. Insegnare questa particolare tecnica, difatti, oltre a trasferire a quanti saranno coinvolti competenze lavorative basilari, contribuir\u00e0 al recupero dei paesaggi terrazzati, ormai dissestati e in stato di rovina a seguito dell\u2019abbandono dell\u2019agricoltura nel comasco.&nbsp;Il cuore propulsore di questa particolare sensibilit\u00e0 \u00e8 il parroco di Rebbio, Don Giusto Della Valle, che grazie all\u2019aiuto di tanti volontari della sua parrocchia e delle zone limitrofe ha aperto le porte della sua casa e dell\u2019oratorio per ospitare uomini, donne, bambini, intere famiglie. \u201cAccogliere con coraggio e senza paure\u201d \u00e8 da sempre il suo motto e con questo spirito missionario non ha mai esitato a far suo l\u2019invito della Caritas diocesana di dare una mano a ospitare questi profughi e a sollecitare l\u2019intera comunit\u00e0 diocesana a fare altrettanto.&nbsp;Grazie all\u2019impegno del parroco, don Giusto Della Valle, la parrocchia di Rebbio per mesi \u00e8 stato un rifugio per tanti rifugiati, molti dei quali minorenni, respinti dalla Svizzera o dal centro di accoglienza temporanea di via Regina Teodolinda. Per ognuno di loro l\u2019ultimo rifugio \u00e8 stato don Giusto che per tante notti \u00e8 andato addirittura a cercarli, insieme ai volontari dell\u2019oratorio, caricandoli sulla sua auto per impedire che sfiniti si abbandonassero a dormire a lato di una strada. \u00abL\u2019immagine che mi porto nel cuore \u00e8 di tutte quelle persone, accalcate senza riferimenti, che vivi alla stazione San Giovanni nel luglio dell\u2019anno scorso\u00bb, ricorda don Giusto.&nbsp;\u00ab Credo che l\u2019accoglienza sia una delle cose fondamentali della vita. Si accoglie e si \u00e8 accolti; mentre si \u00e8 accolti si \u00e8 anche accoglienti. L\u2019accoglienza non \u00e8 tale se non \u00e8 reciproca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n<p><strong>20 gennaio &#8211; PUNTATA 4<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA CITTA&#8217; DELLA BELLEZZA _LATINA<\/strong><\/p>\n<p>Un viaggio alla scoperta della bellezza che si cela dietro un manufatto sartoriale.&nbsp;<\/p>\n<p>A Latina esiste l\u2019 Atelier Acanthus: uno spazio, situato nel cuore della citt\u00e0 ,dove si creano prodotti sartoriali realizzati dalle numerose donne migranti e rifugiate politiche accolte in questi anni dalla cooperativa Astrolabio.&nbsp;&nbsp;I lavori di queste donne sono di alta qualit\u00e0, un mix perfetto tra il miglior artigianato Made in Italy e tradizioni manifatturiere provenienti da culture lontane.&nbsp;L\u2019idea dell\u2019Atelier non nasce per caso. Molte di queste donne avevano esperienza nel settore, nei propri paesi di origine. Ricamo, tessitura, sartoria, lavori manuali che costituiscono un grosso patrimonio e che possono essere messi a frutto per dare a queste donne una seconda opportunit\u00e0. Un\u2019opportunit\u00e0 di integrazione e lavoro attraverso un\u2019attivit\u00e0 manuale che, in qualche modo, diventa il filo conduttore che unisce le radici con il futuro.&nbsp;Borse di pelle, abiti, parure di asciugamani e lenzuola, creazioni floreali, con un\u2019attenta selezione delle materie prime impiegate. Oltre a questo le ragazze si occupano di piccole riparazioni, della stiratura di abiti e di biancheria. Ogni donna qui pu\u00f2 esprimere il proprio talento liberando la creativit\u00e0 e allontanandosi dall\u2019esperienza dura e negativa che ha subito in precedenza\u201d. Il lavoro manuale costituisce un vero e proprio \u201crifugio\u201d nel quale spaziare con la fantasia e realizzare, attraverso abilit\u00e0 ed originalit\u00e0, piccole creazioni artigianali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>27 gennaio &#8211; PUNTATA 5<\/strong><\/p>\n<p><strong>&nbsp;LA CITTA\u2019 MODELLO &#8211; PETTINENGO<\/strong><\/p>\n<p>La migrazione ci pone di fronte a una domanda-specchio: chi siamo noi? Se abbiamo la volont\u00e0 di&nbsp;vedere il profugo come un ospite e non come un invasore allora \u00e8 possibile valicare gli ostacoli dei<br \/>\ntempi difficili che viviamo oggigiorno. Villa Piazzo, sita nel comune di Pettinengo, in Piemonte, e&nbsp;gestita dall\u2019associazione Pacefuturo, \u00e8, insieme a Villa Pasini, un esempio di solidariet\u00e0 e<br \/>\naccoglienza. Qui i richiedenti asilo, tramite laboratori creati appositamente per loro e per persone&nbsp;da reinserire nella societ\u00e0, fanno riaffiorare gli antichi mestieri della provincia biellese. Il lavoro<br \/>\nnei differenti settori produttivi, che vanno dal tessile a quello della ristorazione, fino alla raccolta&nbsp;e all\u2019utilizzo delle erbe spontanee e al recupero dei vecchi sentieri operai, passa attraverso uno<br \/>\nsnodo fondamentale: la possibilit\u00e0 di partecipare a un doposcuola d\u2019insegnamento dell\u2019italiano in&nbsp;cui la popolazione locale si mette a disposizione di questi ragazzi. In questa puntata de Le citt\u00e0<br \/>\ninvisibili assistiamo a un percorso comunitario d\u2019integrazione a trecentosessanta gradi che punta&nbsp;a donare ai richiedenti asilo dei mestieri di cui poter usufruire, in caso di ritorno, anche nelle loro<br \/>\nterre natie. \u00c8 ora di non essere pi\u00f9 \u00abpiantati al colore della pelle\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>10 febbraio &#8211; PUNTATA 6<\/strong><\/p>\n<p><strong>GUSTAMONDO&nbsp; ROMA<\/strong><\/p>\n<p>In questo viaggio scopriremo il progetto GUSTAMUNDO che nasce con l\u2019idea di proporre integrazione sociale tramite la cucina. Con la collaborazione di molti centri di accoglienza e di alcune onlus, gustamondo organizza cene multietniche preparate da uomini e donne provenienti dai paesi pi\u00f9 disagiati. Sono loro i protagonisti in cucina, vivendo un momento di serenit\u00e0 e aggregazione, dando la possibilit\u00e0 a chi non le conosce di assaggiare specialit\u00e0 di tutto il mondo. Un porto gastronomico dove i migranti possano fermarsi e far conoscere meglio la cultura e i sapori della loro terra.&nbsp;&#8220;Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli&#8221;.&nbsp;Pasquale l\u2019ideatore e promotore del progetto ha scelto questa frase di Martin Luther King per raccontare questo esperimento riuscito. Pasquale, arriva ai migranti lavorando tramite i centri d&#8217;accoglienza, la Caritas, la Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio.&nbsp;\u00c8 un&#8217;umanit\u00e0 esemplare per forza e dignit\u00e0 quella che si incontra tra le pareti colorate di questo piccolo locale, che ha aperto le sue porte a decine di cuochi provenienti dai luoghi pi\u00f9 disagiati del mondo.&nbsp;Tutti i cuochi vengono retribuiti per il loro lavoro, e il resto del ricavato &#8211; a parte il necessario per coprire le spese del locale &#8211; va in progetti di beneficenza, tra cui la fornitura settimanale di 400 litri d&#8217;acqua ai migranti del presidio Baobab Experience.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>17 febbraio &#8211; PUNTATA 7<\/strong><\/p>\n<p><strong>LA VALLE ACCOGLIENTE _VALCAMONICA<\/strong><\/p>\n<p>Un viaggio in Val Camonica con l\u2019intento di raccontare un sistema di accoglienza diffusa in un contesto politicamente poco favorevole.&nbsp;In questo documentario conosceremo il sistema operativo proposto dalla cooperativa K-pax che propone un\u2019integrazione graduale al di fuori di un contesto emergenziale attraverso la diffusione delle residenze dei rifugiati in appartamenti che accolgono quattro o cinque persone.&nbsp;Attraverso questo modello i nuovi ospiti riescono a relazionarsi con maggiore facilit\u00e0 con gli abitanti locali, che a loro volta si sentono meno minacciati. Proseguendo il nostro viaggio scopriamo l\u2019Hotel Giardino, l\u2019unico albergo in funzione a Breno, che dopo un processo di riqualificazione e valorizzazione della struttura alberghiera ha consentito di garantire un\u2019occupazione stabile a quattro migranti riconosciuti come titolari di diversi gradi di protezione. L\u2019impatto dell\u2019hotel sull\u2019economia di tutto il territorio camuno \u00e8 altrettanto significativo grazie all\u2019aumento di presenze turistiche che garantisce e alle realt\u00e0 locali che valorizza attraverso la promozione di attivit\u00e0 artigianali e artistiche. Inoltre grazie alla particolare attenzione posta all\u2019impatto ecologico-ambientale attraverso la ricca offerta di prodotti biologici a km zero, l\u2019hotel ha aottenuto la certificazione Certiquality rilasciata dalla piattaforma EcoWorldHotel<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le citt\u00e0 invisibili, seconda stagione sette puntate per altrettanti luoghi nel nostro Paese che raccontano modelli di convivenza possibile, storie di quotidiana e straordinaria accoglienza. 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