{"id":5606,"date":"2017-03-01T10:00:33","date_gmt":"2017-03-01T09:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/staging.tv2000.it\/beativoi\/?p=5606"},"modified":"2017-02-28T15:46:33","modified_gmt":"2017-02-28T14:46:33","slug":"1-marzo-mercoledi-delle-ceneri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.tv2000.it\/beativoi\/2017\/03\/01\/1-marzo-mercoledi-delle-ceneri\/","title":{"rendered":"1\u00b0 marzo: Mercoled\u00ec delle Ceneri"},"content":{"rendered":"<p>Dal Sussidio CEI &#8211; Quaresima 2017, a cura dell&#8217;Ufficio Liturgico Nazionale<br \/>\nParola di Dio<br \/>\nGl 2,12-18 Laceratevi il cuore e non le vesti.<br \/>\nSal 50 Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.<br \/>\n2Cor 5,20 &#8211; 6,2 Riconciliatevi con Dio. Ecco ora il momento favorevole.<br \/>\nCanto al Vangelo (Sal 94,8ab) Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.<br \/>\nMt 6,1-6.16-18 Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser\u00e0.<\/p>\n<p>Ritornare<br \/>\nIl libro di Gioele si apre con la descrizione di terribili flagelli che colpiscono la terra di Giuda, e si conclude con l\u2019annuncio di un futuro in terra paradisiaca. Questo rovesciamento di prospettiva segna la teologia di quest\u2019opera profetica: prima di condurre alla salvezza, l\u2019azione divina ha bisogno di sconvolgere il mondo. In Gioele si individuano cos\u00ec le primizie di un tema che avr\u00e0 un grande successo nella letteratura apocalittica: quello del dramma escatologico della fine dei tempi. Per questo motivo la prima parte della lettura che introduce il tempo di Quaresima \u00e8 tutto un invito a diventare consapevoli del bisogno di salvezza attraverso una serie di azioni che ne esprimano l\u2019urgenza e l\u2019importanza. Puntando l\u2019attenzione alla trappola del formalismo religioso, la voce profetica propone di iniziare il processo di conversione dalla lacerazione del cuore, anzich\u00e9 da quella delle vesti. Non si tratta di un invito all\u2019autolesionismo, ma di un appello a riconoscere che le ferite e le fratture interiori meritano di essere portate alla luce senza paura, perch\u00e9 il Signore \u00ab\u00e8 misericordioso e pietoso, lento all\u2019ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male\u00bb (Gl 2,13). Del resto, la prospettiva di ogni autentica conversione non \u00e8 mai il tentativo di modificare il pensiero o l\u2019agire di Dio \u2013 e in un certo senso nemmeno il proprio \u2013 ma di poter fare ritorno alla sua presenza e alla sua alleanza. Ogni autentico cambiamento della vita e delle sue istanze morali non pu\u00f2 che essere la conseguenza di un ritorno meditato e abbracciato nella fede.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0?<br \/>\nLa speranza che la conversione non debba essere uno sforzo o una nostra iniziativa per meritare il favore divino, ma un percorso orientato a scoprire il desiderio che Dio ha di incontrare ancora la nostra umanit\u00e0, si traduce, nel cuore del profeta, in un intrigante invito rivolto al popolo: \u00abChi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a s\u00e9 una benedizione?\u00bb (Gl 2,14). La forma dell\u2019auspicio, pi\u00f9 sobria e prudente di qualunque affermazione, non toglie nulla alla speranza del possibile ritorno, mentre lo colloca sul piano della relazione, nel gioco di libert\u00e0 di cui il dono dell\u2019alleanza con Dio si nutre. Il profeta sottolinea anche come il ritorno a Dio non possa e non debba essere affrontato come un cammino individuale. Bisogna proclamare un digiuno solenne e convocare un\u2019assemblea sacra perch\u00e9 ogni allontanamento da Dio non avviene mai a causa del singolo, ma \u00e8 il frutto di una trama di comunione che si logora e si frantuma: \u00abRadunate il popolo, indite un\u2019assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo\u00bb (Gl 2,16). La violazione dell\u2019intimit\u00e0 del talamo, con cui si conclude il richiamo profetico, vuole essere presagio di una possibile intimit\u00e0 da recuperare con Dio. Infatti, il libro di Gioele articola il motivo del giudizio di Sion con quello della sua salvezza e il rovesciamento di prospettiva si opera proprio in 2,18, dove finalmente vengono affermati lo zelo e la piet\u00e0 di YHWH per il suo popolo: \u00abIl Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo\u00bb (2,18).<\/p>\n<p>Praticare<br \/>\nLe indicazioni di Ges\u00f9 nel vangelo di Matteo portano a compimento le visioni profetiche di Gioele, evitando di definire il cammino della conversione come un intenso sforzo da compiere per eliminare \u2014 o almeno ridurre \u2014 il male o l\u2019imperfezione ancora presenti nella nostra vita. Anzi, presentando ai suoi discepoli quelli che la tradizione rabbinica ha definito \u00abi tre pilastri del mondo\u00bb (la preghiera, l\u2019elemosina e le opere di misericordia), appena prima di \u00abinsegnare\u00bb loro la preghiera del Padre nostro, Ges\u00f9 afferma che un certo modo di migliorare il volto della nostra umanit\u00e0 pu\u00f2 essere addirittura rischioso se \u00e8 compiuto per inseguire lo sguardo degli altri, anzich\u00e9 cercare il volto del Padre: \u00abState attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c\u2019\u00e8 ricompensa per voi presso il Padre vostro che \u00e8 nei cieli\u202f\u00bb (Mt 6,1). Tuttavia il suggerimento del Maestro \u00e8 molto preciso. Ci\u00f2 che si mette in discussione non \u00e8 la prassi, ma l\u2019esercizio di una giustizia \u00abpropria\u00bb che rende del tutto inutile quella giustificazione che Dio vuole concedere ai suoi figli come perdono e misericordia. Tutte le raccomandazioni a restare fedeli ai \u00abtre pilastri\u00bb della tradizione di Israele sono volte, infatti, a educare un modo di compiere atti religiosi facendo attenzione che il fine non sia quello di \u00abessere lodati\u00bb, \u00abessere visti\u00bb dagli altri e dalla gente. La posta in gioco, secondo l\u2019insegnamento di Ges\u00f9, \u00e8 altissima e coincide con la stessa rivelazione della sua alleanza nuova ed eterna: \u00ab\u2026e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser\u00e0\u00bb (Mt 6,18). Istruendo i discepoli circa i modi della vita spirituale, Ges\u00f9 consegna gi\u00e0 il fine ultimo dell\u2019esperienza evangelica, che \u00e8 l\u2019accesso a una relazione filiale con Dio, dove le cose non si fanno pi\u00f9 n\u00e9 come sforzo, n\u00e9 per uno scopo, ma unicamente come figli amati e redenti.<\/p>\n<p>Riconciliare<br \/>\nAscoltando la voce di Paolo, scopriamo infine che la conversione a cui il tempo di Quaresima vuole orientare il cammino dei credenti si sviluppa a partire da una disponibilit\u00e0 a lasciarsi \u00abriconciliare con Dio\u00bb (2Cor 5,20) per ricominciare a tessere, con lui e in lui, il filo prezioso della nostra umanit\u00e0. Le motivazioni per intraprendere questo santo viaggio sono tutt\u2019altro che scontate o insufficienti. Le proclama l\u2019apostolo Paolo, mostrando quanto amore precede e accompagna i passi di ogni autentico ritorno all\u2019amore di Dio: \u00abColui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perch\u00e9 in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio\u00bb (2Cor 5,21).<br \/>\nIl peccato di cui parla l\u2019apostolo viene presentato nella riflessione non solo come una realt\u00e0 che Dio \u00e8 disposto ad accettare o a scusare, ma addirittura come qualcosa con cui \u00e8 disposto a immedesimarsi fino in fondo. L\u2019espressione \u00abin nome di Cristo\u00bb, in stato enfatico iniziale, pu\u00f2 indicare \u00abfavore\u00bb o \u00absostituzione\u00bb. Nel primo caso gli apostoli dovrebbero operare a vantaggio di Cristo in quanto suoi ambasciatori; nel secondo caso, invece, svolgono addirittura una funzione vicaria, svolgendo \u00abal suo posto\u00bb il ministero di riconciliazione. Le due prospettive sono entrambe possibili, dal momento che \u00e8 tipico di un ambasciatore sia fare le veci che operare con l\u2019autorit\u00e0 del mandante.<br \/>\nQuesta consapevolezza, di essere la voce che \u00abaiuta\u00bb e \u00abincarna\u00bb il volto paterno di Dio, disposto ad accogliere il ritorno di tutti i suoi figli, accompagna la Chiesa nel tempo della Quaresima, ponendo in fondo al suo cuore materno quell\u2019urgenza di riconciliazione che palpita nel cuore dello stesso Dio: \u00abEcco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!\u00bb (2Cor 6,2).<\/p>\n<p>(fonte <a href=\"http:\/\/banchedati.chiesacattolica.it\/pls\/cci_new_v3\/cciv4_edit_info.edit_santo?p_pagina=29392&amp;RIFI=guest&amp;RIFP=guest&amp;p_data=01\/03\/2017\">chiesacattolica.it<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dal Sussidio CEI &#8211; Quaresima 2017, a cura dell&#8217;Ufficio Liturgico Nazionale Parola di Dio Gl 2,12-18 Laceratevi il cuore e non le vesti. 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